Sono tante. Sono tutte le parole che vorrei leggere da te ma che non puoi, un po’ perché non ce le hai in quel modo, un po’ perché non le sai.
Un piccolo grande limite che cerco di colmare per due, poi però una canzone mi riporta per un attimo ad un’altra estate, quando le parole sgorgavano a fiotti da entrambe le parti e c’erano ciliege e chiese e pistacchi e sole e mare.
Eppure neppure quello è stato sufficiente, e ritorno a calamita da te, ai tuoi borbottii, alle sgrammaticature, ai pensieri semplici.
Le parole che non mi scriverai sono i gesti che mi sciolgono il cuore.