Ho quei due aggettivi acuminati infilzati dentro il midollo. Non ho più ossigeno al cervello, il respiro mozzo. Tanta è la rabbia e il dolore e l’umiliazione che mi gira la testa.
Diluvio sull’orlo delle palpebre, dirupo nell’abisso del cuore.
Ti allontani dal futuro come uno strappo malvagio.
Come puoi aver detto quelle due parole così crudeli? Come hai fatto a maciullarmi l’amore con poche sillabe?
Non bastano per niente i miei desideri contro le tue considerazioni da aguzzino del mio io.