Ho imparato che se sai fare una cosa non devi permettere a nessuno di non rispettare il tuo lavoro.
Ho imparato che la passione non deve mai essere denigrata. Che non devi farti soffocare l’entusiasmo.
Ho imparato che le cose si fanno bene solo finché ci metti l’amore nel farle, dopodiché diventano un dovere molesto, sono scipite, inutili, dannose, cose morte.
Ho imparato a non lasciar morire la mia integrità per uno stipendio. Sapevo già di avere un’etica del lavoro, nonostante tutto, ora so che so anche difenderla se serve.
Vorrei non imparare mai che è così dappertutto. Vorrei che qualcuno mi stringesse la mano per un attimo, rinvigorisse il mio coraggio e mi dicesse “presto ricomincerai, non aver paura”.
E invece tu manchi la presa e io me lo dico da sola, sottovoce, al buio, “non aver paura” e tu non lo saprai mai che hai perso l’ennesimo treno per starmi dietro. Ma io ti tengo lo stesso, perché io da sola ce la faccio, io ce la faccio anche contro di te mentre lotto controcorrente contro il mondo, e invece tu, senza di me, sei di nuovo perso, pecorella.