Nelle ultime settimane c’è stato un bel po’ di movimento da queste parti, picchi e baratri in rapida successione. Infatti, a quanto pare, l’obiettivo di lungo termine è l’equilibrio.
La situazione arcobaleniaca si è risolta esattamente come il suddetto fenomeno ottico, sono venute a mancare le condizioni fisiche: gli angoli di rifrazione sono cambiati, gocce e luce hanno modificato la loro posizione reciproca e puf, il cielo è tornato solo cielo e addio bei colori brillanti. Diverse le motivazioni: pianeti il cui asse improvvisamente si sposta e manda tutti a gambe all’aria, reazioni chimiche che non avvengono perché manca il reagente, bestie rinchiuse in certi sotterranei che zitte zitte riemergono e azzannano.
L’anacondaschifosamostruosabastarda vuole tornare. A volte colpisce duro, ma per il momento resistiamo. Nuova strategia: niente chimica, si prova una nuova cacciatrice che intende stanarla comprendendola, blandendola e, in fin dei conti, addomesticandola. C’è chi ha il pitone in casa, io cerco di mettere sotto teca un’anaconda. Vedremo. Finora sono state dette cose interessanti, che mi hanno dato da riflettere – a quanto pare, c’è una sorta di piccola fiammiferaia che mi aizza contro la bestia perché non le do retta. A quanto pare, da un altro punto di vista, è un bizzarro e abnorme nascondino. Vedremo. Può darsi.
Epperò, nonostante la bestia sia di fondo una primadonna che vuole tutti i pensieri e le forze su di lei, ho ben altro a cui pensare. Grazie a F. ora sono più o meno in affari: c’è un service editoriale che aspetta che mi concentri totalmente su di lui. Siamo state al Salone di Torino ed è stato elettrizzante.
Riassumendo:
“Good times for a change
See, the luck I’ve had
Can make a good man
Turn bad
So please please please
Let me, let me, let me
Let me get what I want
This time
Haven’t had a dream in a long time
See, the life I’ve had
Can make a good man bad
So for once in my life
Let me get what I want
Lord knows, it would be the first time
Lord knows, it would be the first time”