Salmoni al vento

Acqua che scorre rapida è il tuo andare, acqua che si increspa e imbizzarrisce quando trova nel suo letto sassi, un tronco, ostacoli al suo fluire, pensieri cattivi che ti tormentano senza soluzione, salmoni al vento che risalgono la corrente.

Sull’orlo della resa 22 aprile 2010

Filed under: castelli di rabbia,considera l'anaconda,le correzioni,underworld — marettolina @ 9:59 am

“Perché non c’è niente di peggio del pensiero che, partendo da presupposti diversi, le cose sarebbero andate ugualmente.”
Io sono di legno, Giulia Carcasi

Comincio a pensare che forse non sarà tra i libri, il mio futuro. Ma non ho idea di cos’altro potrei fare, che non sia totalmente fuori dalle mie corde, quindi noioso, privo di entusiasmi e prospettive.
Perché dovrei pensarla diversamente? Qui non si muove una paglia editoriale. La lista delle possibili riceventi del mio cv si allunga, ma non altrettanto quella delle effettive. Il fatto è che non mi fido del mio corpo, e rimando rimando rimando a quando starò bene, ovvero: a quando l’ennesima sfornata di neoredattori si accingerà a conquistare il mondo delle C.E. e allora sì che davvero non ci sarà più posto.
Nel frattempo leggo e subisco inorridita il suo ritorno.

 

 

Breaking (bad) news — Almeno hanno risposto 20 ottobre 2009

Filed under: le correzioni,teoria&pratica di ogni cosa — marettolina @ 3:36 pm

Invece di aspettare con le mani in mano, ho mandato una mail per sapere se il plico fosse arrivato, e considerato…

Gentile Signora X,
grazie per averci inviato la sua proposta ma al momento la nostra redazione è al completo e non ci sono posizioni vacanti. Alla prima occasione utile, stia certa che la terremo in considerazione per un’eventuale collaborazione. Grazie e buona e giornata, XXYY

Uffaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :-(

 

Miscellanea libresca 19 ottobre 2009

Filed under: la banda dei brocchi,la lettrice bugiarda,le correzioni — marettolina @ 7:08 pm

Ieri sera ho cominciato le 1200 e rotte pagine di Infinite Jest, arrivando a pagina 20 non particolarmente colpita, se non dalla curiosità di sapere cos’ha Hal, e ho il coraggio di dirlo, di non essere stata fulminata all’istante dall’amore per DFW, perché tanto so che qui non viene nessuno e sono veramente libera di esprimere la mia opinione, né più né meno che se parlassi tra me e me. Che poi, può darsi diverrà veramente il mio scrittore preferito, who knows, ho ancora 1180 pagine per scoprirlo.

Rimanendo in ambito libresco, visto che la mole di IJ non consente il trasporto fuori casa, oggi ho comiciato pure L’ubicazione del bene, che è come confrontare i rotoloni regina con la carta velina… infatti, ho superato la metà ma non ho ancora un’idea in merito. Ho letto anche Malina, la settimana scorsa, un romanzo di Ingeborg Bachmann molto complesso, un fiume di parole e di pensieri alquanto nevrotici… e se devo dire la verità, per la massima privacy di cui qui godo come dicevo, mi sa che non ho capito come finisce. Era assassinio. Era assassinio?? Lei sparisce nella parete… Lui ne nega l’esistenza al telefono… Lui che fino a quel momento era l’unico punto fermo e positivo della sua vita, quello che sapeva tutto — ma non dell’altro –, che l’aiutava a non perdersi, che le toglie i sonniferi, lui che fin quasi alla fine credevo fosse comunque lei, lui la fa sparire… in che senso, non l’ho capito. Mi consulterò con C. quando lo finirà, o mi farò un giro sul web, quando mi ricordo. A 20 pagine dalla fine di Malina ho dovuto fare una pausa e mi sono sparata Altri libertini di Tondelli che mi è piaciuto molto, come descrive la disperazione, la disillusione, la sofferenza, l’amore, il gioco, la vita. Pure se non mi riconosco in personaggi che scelgono deliberatamente una delle vie più brevi verso la carbonizzazione di quel poco che abbiamo da vivere, pure, tolte appunto le parti più “tossiche”, ho trovato i racconti tutti molto sinceri, cristallini, divertenti anche. E prima ancora ho letto un altro libro che mi è piaciuto molto, Olive Kitteridge, con quella sua struttura a puntate così simile ai miei amati telefilm, con un’acutezza nella descrizione dei pensieri e delle emozioni più profonde, quelle più nascoste, e anche per la sua capacità di rendere interessantissima la vita di una piccola provincia americana, un po’ come Peyton Place (altra lettura di questi giorni, divorato), che senz’altro rimane molto più in superficie, dedicandosi agli aspetti più pruriginosi della bigotta America anni ’40 ( e mi ha colpito la grande differenza tra questo e Il cuore è un cacciatore solitario, ambientato nello stesso periodo, seppur al sud, in cui, invece, sono la povertà e la politica a farla da padrone, ma non mi ha preso per niente. Per me, la parte migliore è il titolo).

E continuo pure il mio lavoro nei libri, anche se la scorsa settimana mi sono dedicata, anche con soddisfazione, al sito: gli ho dato un’uniformità che gli mancava totalmente, speriamo lo portino avanti. E oggi sono tornata alla cdb, sto diventando esperta di scenotecnica al momento, mentre l’ultima volta ho fatto una scorpacciata sugli storyboard. Sono brava in questo, la falsa modestia non è una delle mie caratteristiche, spero proprio di farcela! 

Oggi la Sardina mi ha detto che l’Obliquo ha dato il benestare al progetto di collana che facemmo durante il corso, di fare le schede e le prove di traduzione dei rispettivi libri, che lui poi ce le corregge: sicuramente un’occasione da non perdere!! Tanto più che la cdb inviata come message in the bottle non ha avuto (ancora?) effetto alcuno… :-(

Invece a giorni dovrei essere  contattata da Setteperuno :-D

 

Varie ed eventuali 9 settembre 2009

Lo so, lo so… è sbagliato creare un blog per esseri letti… anzi no, che cavolata, si crea proprio per questo!! Altrimenti basta un quadernino e una penna per fermare i propri pensieri per sempre. Il blog invece è condivisione, esibizionismo, una certa definizione di narrativa… Allora ho tutti i diritti di essere un po’ rattristata dal fatto che qui, a parte me, non passa nessuno… tra l’altro digitando su google marettolina o salmoni al vento non compare nulla, se non le spoglie del tentativo precedente, e quindi?? Come potrà il popolo venire a me se non sa che esisto??? I bisogni vanno creati, marketing docet. Anche qui però per il momento non possòoche chiosare col mio bel “vedremo…”

Nel frattempo, mentre a casa mia fervono le ristrutturazioni ad opera materna, miracolosamente dotata di connessione wireless ho scritto la lettere da allegare alla famosa cdb che sto facendo a buffo. In settimana la spedisco, incrociamo le dita (tutte e 20).

Ieri in microCE tutto ok, gli abbiamo detto delle microore e della nostra macrovoglia di fare: risultato? Vedremo… =_= Io poi ieri ho potuto esprimere tutto il mio potenziale nel recupero di polverosi libri da spedire e nell’aggiornamento della loro quantità sul sito… della serie “è tutta la vita che mi preparo per questo giorno”…

Ah, io e Cicci, dopo il terremoto-tsunami-eruzione-disastroaereo-autobombakamikaze-matuttomoltopeggio del fine settimana andiamo d’amore e d’accordo, finché dura…

 Bene, vado a vedere come si scrive maelstrom… non si finisce mai di imparare, ma ricordiamoci pure che c’è chi non impara mai…

 

Come diventare gobbi in due ore 4 settembre 2009

Filed under: le correzioni — marettolina @ 4:23 pm

Come dicevo prima, sono già all’opera sul mio progettino… Dopo 120 minuti, su per giù, sono lieta di comunicare alla blogosfera che ho quasi finito la prima pagina! Eh, so’ soddisfazioni… Al che, secondo me, qualcuno si starà chiedendo: “ma quanto è lunga questa pagina (alcuni concludendo la frase con !, altri con ?)”. E io rispondo: “38 righe”.

Silenzio.

Ma io vi spiego lo stesso: la maggior parte di queste 2 ore le ho consumate, anzi consunte, nella verifica della fondatezza di quanto scritto in sole 4 righe!! Santo cielo, ma chi è il tizio che ha scritto questa prefazione??? Ma non ce l’aveva una connessione internet che gli permettesse di verificare se i suoi ricordi (evidentemente delle elementari) sull’argomento danza macabra  fossero validi?? Oppure, non ce l’aveva uno che rileggeva e corregeva?? Perché io questo bel tomo l’ho comprato in libreria sa…

Cmq, ho avuto pure delle belle soddisfazioni in questo tempo: s’accende una stella in cielo e nei miei occhi ogni volta che le mie ricerche danno frutti e svelano l’arcano :-D

Torno a capo chino, tra una riga giro pagina, sono emozionata… e poi credo che andrò a comprare un gratta&vinci dopo una carezzina alla gobba che mi sta uscendo grazie all’anti-ergonomia del mio posticino…

 

Perché io credo che per arrivare dal punto A al punto B sia necessario l’intero alfabeto 4 settembre 2009

Filed under: le correzioni,teoria&pratica di ogni cosa,underworld — marettolina @ 11:59 am

Gioia e gaudio, la mia idea non era poi così peregrina!!! L’Obliquo mi ha dato il suo benestare e sono già all’opera. Certo, non ho potuto esimermi da una bella figura di cacca, ma mica è colpa mia se sono geneticamente programmata per evitare, anzi no, per non concepire assolutamente la soluzione più semplice. Ovvero, se ti viene in mente di proporti per una cdb di un libro già pubblicato tu (io) come progetti di farlo?? Hai la brillante idea di riscrivere almeno 30 pagine di prova in word così come sono e poi di usare lo strumento correzioni, ovviamente… mica ti balugina nel cervello l’ipotesi di fotocopiarle e basta no?? No, infatti… l’Obliquo ha usato addirittura due punti esclamativi per suggerirti l’opzione dei comuni mortali (razza a cui lui, tra l’altro, non appartiene) e ci ha pure posto un bel “mi raccomando”… evvai!!

Cmq, incovenienti a parte, lo posso fare!! Speriamo più che altro che me lo facciano fare così, perché fare il passo più lungo della gamba — almeno nella fase teorica — io ce l’ho scritto come segni particolari sulla carta d’identità, la settimana bianca sarebbe assicurata. Questi sì che sono progressi, fasi di crescita e maturazione… forse mi merito pure un tegolino…

E lunedì io e la mia compagna stagista, che chiamerò affettuosamente Sardinia — però no, è troppo lungo e nemmeno così puntuale… devo sforzarmi di più, vediamo… o vedremo, va — cominceremo lo stage alla microCE, ma di questo credo che narrerò diffusamente in un capitolo apposito.

Mi attende la correzione di un mortifero balletto, il mio sorriso sulle labbra rischiara l’angolino buio in cui mi trovo e mia sorella che carica la lavatrice a casaccio fa da sottofondo musicale… what more???

 

 
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